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I pentiti di Facebook – Reportage esclusivo

“Facebook è una schiavitù” Sos dai teenager pentiti – Tecnologia – Repubblica.it.

L’allarme è partito come sempre negli USA, ma anche da noi sta incominciando l’inversione di tendenza. Incontro per il mio pezzo un gruppo di adolescenti disposti a raccontare la loro terribile esperienza sui socialnetwork. “Non mi par vero di ritornare a fare la spesa con la mamma all’Esselunga” esordisce Mara 17 anni, minigonna e unghie laccate “o di guardarmi una puntata del Grande Fratello in TV senza la paranoia di quel computer…” “Abbiamo dovuto rivolgerci a un vero e proprio gruppo di disintossicazione” continua Denis, 19 anni “ma per fortuna non eravamo soli, i nostri genitori e un team di psicologi ci hanno seguito fino alla nostra completa guarigione”. Con i ragazzi anche un paio di genitori vogliono condividere la loro esperienza: “Dapprima Facebook ci sembrava un modo carino per ciattare con gli amici, c’erano test simpaticissimi e qualcuno postava anche da YouTube gli spot più belli della TV o qualche trailer… Ma poco dopo ci siamo accorti che c’era qualcosa che non andava…” “È vero”, ci interrompe Ketty, la figlia, “abbiamo anche ricevuto messaggi da gente che organizzava manifestazioni!” “Oh!”, dico io e fingo di controllare l’ora sul cellulare. L’ora di punta, da McDonald’s, è scemata, poca gente è rimasta ai tavoli. Il tono della discussione si fa più confidenziale, continua uno dei genitori: “Parlandone con un amico psicologo, abbiamo tolto la testa dalla sabbia e trovato il coraggio di affrontare la realtà: basta ipocrisie, i nostri figli fomentavano il clima di odio. Non c’era un minuto da perdere: la situazione poteva diventare presto irreparabile.” “Eravamo come dei veri e propri drogati!”, commentavano i ragazzi intorno, Mara aveva estratto un kleenex dalla borsetta e  si stava asciugando i lucciconi. “Abbiamo cominciato con la parte finale di Studio Aperto e qualche articoletto leggero da Libero e Panorama… E così, pian piano, i nostri figli hanno ritrovato il gusto per  la vita.” “È stata dura ma ce l’abbiamo fatta” aggiunge uno dei ragazzi più giovani. Dal portafogli estrae una tessera del PdL, me la porge: “Me l’hanno regalata i miei per Natale, non sarò loro mai abbastanza grato per questo, e da quando ho scoperto che può essere usata come smart-card per vedere il Milan su Mediaset Premium l’ho consigliata a tutti i miei amici…” “Ed il credito vale anche per gli acquisti su Mediashopping!” lo interrompe Mara, che ha ritrovato il sorriso. I genitori insistono per offrirmi il caffè, “Lascia stare, non c’è bisogno dello scontrino” dice un padre mentre sta pagando al ragazzo con i dread dietro la cassa “si deve pur sopravvivere, con tutte queste tasse…” E guardandomi, ammicca. È giunto il momento dei saluti, stringo le mani di tutti con calore e facendo manovra nel piazzale li osservo dal retrovisore ancora una volta, tutti insieme a scherzare con Ronald sulla panchina in un intenso abbraccio d’amore.

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Categorie:Satira, Società
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