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Purtroppo no, non ce la siamo dimenticata.

La Russa fa gli auguri all’Esercito e cita la «non dimenticata Decima Mas» – Il Messaggero.

Voglio citare qui anche le parole di Alessandra Mussolini sulla vicenda:

La gaffe di La Russa: “X Mas corpo di eroi” – La Repubblica – “Macché nostalgie – ne prende le difese Alessandra Mussolini – Ormai non c’è più la coda di paglia a destra. I militanti ex An hanno fatto passi in avanti stabili: se c’è un riferimento è alla storia e lo si può fare. Fini ha fatto fare un percorso sostanziale. E se una volta, molti della destra stavano attenti anche alla battuta, non io ma per me è stata anche una questione familiare – ribadisce la nipote del Duce – ora ci si può permettere una considerazione come chiunque, senza sospetti di nostalgie”.

Ecco, appunto:

Xª Flottiglia MAS (Regno d’Italia) – Wikipedia.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Xª Flottiglia MAS (RSI)

L’armistizio di Cassibile, reso noto l’8 settembre 1943, divise in due parti la 10ª Flottiglia MAS. Quando l’ammiraglio Raffaele De Courten andò a chiedere consiglio al grande ammiraglio Paolo Thaon di Revel, questi rispose

« …In momenti così delicati è doveroso lasciare massima libertà alle coscienze, purché esse siano sinceramente rivolte al bene del Paese »

Con questi presupposti una parte, tra cui Luigi Durand De La Penne, catturato dopo l’azione di Alessandria, rimase agli ordini del Regno d’Italia formando agli ordini del capitano di vascello Ernesto Forza l’unità speciale Mariassalto; questa partecipò ad azioni al fianco delle unità alleate corrispondenti, in particolare per mantenere aperto il porto della Spezia, insieme ad omologhe unità inglesi, contro il tentativo dei tedeschi di affondare delle navi alla sua entrata. In particolare due operazioni portarono la prima all’affondamento di quella che avrebbe dovuto essere la prima portaerei italiana, la Aquila, mentre la seconda all’affondamento dell’incrociatore pesante Bolzano, ultimo superstite della sua classe. In questo gruppo era inquadrato anche il reparto NP (Nuotatori Paracadutisti), che effettuò numerose operazioni di infiltrazione dietro le linee nemiche, sbarcando da MAS italiani o da sommergibili, di norma autonomamente ma a volte portando un ufficiale di collegamento alleato[30].

Un’altra parte, nella confusione e nello sbandamento delle forze armate causato dalle circostanze dell’armistizio, decise di continuare la guerra contro gli angloamericani, scegliendo l’alleanza con la Germania nazista. Junio Valerio Borghese continuando ad utilizzare il nome e il simbolo della Xª MAS creò una unità militare principalmente di fanteria di marina e con reparti di naviglio sottile dotati di MAS, con l’obbiettivo di continuare la lotta contro gli Alleati, ma i cui reparti furono anche impiegati nella lotta antipartigiana (Liguria, Langhe, Carnia, Val d’Ossola etc.), talora macchiandosi di efferatezze come la cattura di ostaggi fra i civili, torture sui prigionieri e fucilazione sommaria di partigiani (o civili ritenuti tali) catturati. Sugli altri fronti la Decima di Borghese combatté contro gli Angloamericani ad Anzio, in difesa della Linea Gotica e poi della Linea Verde a Lugo e nel Polesine, lungo il fiume Senio. Sul fronte orientale mantenne forti nuclei che operarono sia come difesa dall’invasione iugoslava (Battaglia di Tarnova) sia come affermazione del diritto italiano su quelle terre contro i tentativi delle autorità d’occupazione tedesche di snazionalizzare la Venezia Giulia ed il Friuli – amministrati come “Zona d’operazioni del Litorale adriatico” (Operationzone Adriatische Küstenland) – per annetterli al Reich (o, verso la fine del conflitto, ad una rinata “Grande Austria” da presentare come “vittima” della Germania[31]).

Durante tutto il periodo seguente all’armistizio, fra la Decima MAS della Repubblica Sociale e Mariassalto del Regno d’Italia si mantennero comunque stretti rapporti segreti, volti in particolare ad evitare che i due reparti potessero scontrarsi direttamente sul fronte, a gestire i prigionieri dell’una e dell’altra parte all’insaputa dei comandi rispettivamente tedeschi e angloamericani, e infine a coordinare un ipotetico tentativo di sbarco di truppe regie in Istria con il supporto dei reparti locali della Decima repubblicana per evitare l’invasione della Venezia Giulia da parte dei partigiani comunisti di Titohttps://i0.wp.com/1.bp.blogspot.com/_pOrHoy-th8E/R6s5KPwbr0I/AAAAAAAAAQk/A3EQIx0V3gY/S570/Xmas.gif

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  1. 30 dicembre 2009 alle 10:27

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